Sale vade retro!

Le fonti di sale comune o cloruro di sodio sulle nostre tavole sono molteplici. Le troviamo negli alimenti naturali come frutta e verdura, aggiunte ai piatti che cuciniamo tutti i giorni, ma anche nei prodotti lavorati come i prodotti da forno o conservati, in cui la presenza di sale è maggiore di quella che pensiamo. Il sale di cui necessita il nostro organismo, in realtà,  è contenuto naturalmente nei cibi e, aggiungendolo ai nostri piatti o prediligendo alimenti trasformati, assumiamo più sodio del necessario. Ogni grammo di sale contiene circa 0,4 gr di sodio. In condizioni normali il nostro corpo elimina giornalmente da 0,1 a 0,6 gr di sodio, quantità che il nostro organismo è in grado di reintegrare con una dieta bilanciata. Alcuni studi riferiscono che introduciamo anche 10 volte in più di sale del necessario. Una alimentazione ricca di sale aumenta il rischio di ipertensione arteriosa, ma anche di malattie correlate all’apparato cardio circolatorio, soprattutto nelle persone predisposte ed inoltre, un elevato consumo di sale, è associato a un maggior rischio di tumori allo stomaco e al rischio di osteoporosi. Recenti studi hanno dimostrato che il giusto compromesso fra salute e gusto è un utilizzo di sale comune inferiore ai 6 grammi al giorno.

Nella nostra alimentazione il sodio è contenuto:

  • allo stato naturale negli alimenti (acqua, frutta, verdura, carne, ecc.) (circa il 10%)
  • nel sale aggiunto nella cucina casalinga o a tavola (circa il 36%)
  • nei prodotti trasformati sia artigianali che industriali (circa 54%)

è importante sapere che i cibi industriali o i consumi fuori casa apportano la maggior parte di sodio fino  circa al 75% rispetto ad un 10% delle preparazioni domestiche.

Allora come comportarsi?

Ecco alcuni semplici consigli rilasciati dall’ Istituto Nazione di ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione INRAN che possiamo iniziare ad utilizzare fin da subito:

  • Ridurre progressivamente l’uso di sale sia a tavola che in cucina
  • Preferire  il sale arricchito con iodio (sale iodato) rispetto a quello comune
  • Non aggiungere sale nelle pappe dei bambini, almeno per tutto il primo anno di vita
  • Limitare l’uso di condimenti alternativi come il dado, il ketchup, la salsa di soia, ecc…
  • Insaporire i cibi con erbe aromatiche come: aglio, cipolla, basilico, prezzemolo, rosmarino, zenzero, salvia, menta, origano, maggiorana, sedano, porro, timo, semi di finocchio, e spezie come: pepe, peperoncino, noce moscata, zafferano, curry)
  • Esaltare il sapore dei cibi usando succo di limone e aceto
  • Scegliere, quando sono disponibili, le linee di prodotti a basso contenuto di sale (pane senza sale, tonno in scatola a basso contenuto di sale, ecc.)
  • Consumare saltuariamente alimenti trasformati ricchi di sale
  • Nell’attività fisica moderata reintegrare la perdita di liquidi della sudorazione con la semplice acqua.

Il sale è un nemico della salute presente e futura del bambino, quindi è importante sapere che la tendenza all’ipertensione si previene fin dall’infanzia con una dieta mediterranea equilibrata. Come è stato evidenziato dalla Società Italiana di Pediatria e dalla Società Europea di Gastroenterologia e Nutrizione Pediatrica, esiste una relazione tra una precoce esposizione al sale e il rischio di obesità e ipertensione nelle età successive.

Per invertire questa pericolosa tendenza bastano poche regole da mettere in pratica fin dai primi giorni dello svezzamento.

  1. Distinguere sempre l’alimentazione del bambino da quella dell’adulto, offrendo al bambino i cibi giusti per ogni fase della sua crescita.
  2. Essere di esempio per il bambino e per tutta la famiglia nella scelta di cibi sani, iposodici o salati naturalmente.
  3. Non aggiungere il sale nelle pappe e usare ingredienti a basso contenuto di sale per tutto il primo anno di vita e proseguire quanto più a lungo possibile.
  4. Cuocere la pasta senza aggiungere il sale nell’acqua. In tal modo si risparmia un apporto di sale di circa 10 gr per litro di acqua.
  5.  lasciare al bambino la possibilità di abituarsi ed apprezzare il gusto più naturale del cibo.
  6. In caso mancasse il latte materno, prima dell’anno preferire i latti specifici in formula, adatti alle sue esigenze, evitando il latte vaccino. Il contenuto di sodio varia infatti molto tra latte umano e latte vaccino.
  7. Usare aceto e limone come condimenti al posto del sale e, dopo i due anni, preferire aromi, spezie ed erbe aromatiche.
  8. Eliminare i cibi fritti e prediligere le cotture al cartoccio o al vapore che permettono di trattenere il sapore proprio degli alimenti, donando il naturale gusto alle preparazioni.
  9. Puntare sulla fantasia: colori e varietà degli ingredienti “catturano” il gusto del bambino.

In cucina basta un pizzico di fantasia  insieme a una dispensa ricca di spezie e aromi per diminuire il consumo di sale; la curcuma  riduce i processi infiammatori, il principio attivo del peperoncino, la capsaicina, invece, diminuisce il rischio di   tumori dell’apparato digerente ed è un elisir di lunga vita, lo zenzero migliora il flusso sanguigno, allevia i dolori muscolari e combatte l’asma, la cannella e l’aglio  riducono i valori di colesterolo, il basilico e l’ origano danno il senso di sazietà e riducono il desiderio di cibi grassi. Ricordatevi quindi, che l’uso delle erbe può aiutare a ridurre il consumo di sale, l’introito calorico e di grassi, ridurre le infiammazioni, migliorare la salute cardiocircolatoria oltre che rendere i menù di adulti e bambini più saporiti e profumati.

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