La spesa di Ottobre

La Spesa di ottobre, scopri con noi cosa mettere nel carrello della spesa durante il mese di ottobre.

Clicca qui e scopri con noi quale frutta e verdura proporre alle nostre famiglie durante il mese di ottobre.

A ottobre quale frutta e verdura possiamo mettere in tavola?

Ottobre è il mese in cui l’autunno ci regala odori e sapori forti,  frutta e verdura ricche di nutrienti  che aiutano il nostro organismo a prepararsi al cambiamento climatico.

Ecco allora cosa ci dona la natura in questo periodo dell’anno:

I Funghi sono organismi viventi biologicamente simili ai vegetali. Conferiscono ai piatti un notevole sapore, con un bassissimo apporto calorico. Tuttavia, per quanto in ridotta quantità, contengono sostanze potenzialmente tossiche, pertanto sarebbe opportuno limitarne il consumo, peraltro sconsigliato a soggetti affetti da patologie epatiche e intestinali.

Sono composti per quasi il 90% di acqua con un apporto calorico molto simile a quello delle verdure, ma hanno delle caratteristiche alimentari davvero notevoli che li rendono un prezioso alleato per la nostra salute.

I funghi (freschi o secchi) rappresentano una vera e propria miniera si sostanze nutritive preziose per il metabolismo. Contengono, infatti, fibre (utili per mantenere attivo l’intestino), proteine vegetali, glucidi, lipidi, Sali minerali e vitamine.

I funghi sono al centro di numerosi studi che ne hanno evidenziato le proprietà antivirali, antibatteriche e immunostimolanti.

Uno studio effettuato presso l’università dell’Arizona ha evidenziato l’importanza dell’azione dell’ergotioneina, un antiossidante  presente nei funghi, che sembra essere in grado di ridurre la quantità di placca lipidica che si accumula sulle pareti delle arterie.

Secondo una ricerca dell’Università di Cambridge, aiutano anche a combattere l’aggressività e il nervosismo grazie all’ elevato contenuto di triptofano, composto al quale sono state attribuite virtù rilassanti.

Alcuni studi epidemiologici sembrano indicare perfino proprietà anticancro, in particolare nei confronti dei tumori allo stomaco e al colon, legate alla presenza di polisaccaridi, come il lentinano che esercita un’azione stimolante sulle difese naturali dell’organismo e grazie anche alla presenza di una proteina, la lectina, che attacca le cellule cancerose e impedisce loro di moltiplicarsi.

La zucca, tipicamente autunnale è, verosimilmente, l’ortaggio più grande presente in natura, ed è originaria, probabilmente, dell’America Centrale; è infatti in Messico che sono stati ritrovati dei semi di zucca risalenti a circa il 6.000 a.C., quando si pensa che essa rappresentasse uno dei mezzi di sostentamento delle popolazioni più povere. Il termine zucca deriva da “cocutia” (testa), poi trasformato in “cocuzza“, “cozuccae” e, infine, zucca. Nel nord America la zucca rappresentava un alimento base della dieta degli Indiani e  i primi coloni impararono da loro a coltivarla. Insieme alla patata e al pomodoro, è stato uno dei primi ortaggi esportati dopo la scoperta dell’America.  La zucca appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee, a cui appartengono anche il melone e l’anguria, e conta molte varietà più o meno conosciute; viene consumata in tutta Italia ed è coltivata principalmente nel mantovano e nel cremonese, dove rappresenta l’ingrediente base di svariate ricette. La zucca è una pianta molto resistente che non richiede grosse attenzioni durante la crescita; caratterizzata da una polpa pastosa e solida con un gusto particolarmente dolciastro, è un ortaggio dalle molteplici proprietà salutari e nutrizionali.

È un alimento a basso contenuto calorico ed, essendo formata per il 94% da acqua, aiuta a mantenere un corretto equilibrio idrico dell’organismo; inoltre, fra i suoi componenti principali, vanno annoverati la forte presenza di betacarotene, di vitamina A e C e di minerali come il fosforo e il calcio. Il betacarotene presente nella zucca ha proprietà preventive nei confronti dell’insorgere di diverse patologie; ha capacità di contrastare i radicali liberi, sostanze altamente pericolose per il nostro organismo e, grazie alle sue proprietà antiossidanti, rappresenta un ottimo alleato nel rallentare l’invecchiamento delle cellule del corpo umano. Anche i semi della zucca, soprattutto se consumati crudi, apportano alcuni benefici all’organismo. Le proprietà dei semi di zucca sono principalmente riconducibili alla cucurbitina, uno dei suoi principi attivi più rilevanti che sembra avere un ruolo attivo nel contrastare e prevenire alcuni disturbi dell’apparato urinario sia maschile che femminile e, grazie alla forte presenza di vitamina E, ha importanti capacità antiossidanti. Come rileva uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori dell’Università del Massachusetts nel 2007 e pubblicato sul “Journal of Medicinal Food”, la zucca possiede proprietà antidiabetiche e antipertensive; dagli studi condotti sulla popolazione americana è risultato che la zucca sia l’ortaggio più indicato nella prevenzione e nella cura del diabete, ma anche del sovrappeso e dell’ipertensione, perché efficace nel controllo del metabolismo degli zuccheri, nel mantenere regolari i livelli di glicemia nel sangue e nel favorire un riequilibrio del peso corporeo.

La zucca è in grado di riempire un intero menù, dall’antipasto al dolce, poiché molte sono le sue virtù ed ogni piatto risulterà quindi gustoso e salutare. La zucca si consuma cucinata al forno, al vapore, nel risotto o nelle minestre, fritta con la pastella. Si abbina benissimo a spinaci, formaggi, salsiccia, funghi, mandorle, amaretti, cacao ed è ideale per il ripieno dei tortelli. Impariamo, quindi,  a proporre sulle nostre tavole, almeno un paio di volte alla settimana, questo ortaggio autunnale dalle molteplici proprietà organolettiche.

Il radicchio. La pianta del radicchio, nome scientifico Chicorium Intybus, appartiene alla famiglia delle Composite, gruppo delle cicorie.

Le varietà sono tre e precisamente: il radicchio rosso caratterizzato appunto da foglie di color rosso scuro, il variegato con foglie verde chiaro striate da venature di rosso ed il bianco.

Il radicchio, a seconda del periodo in cui si raccoglie, si definisce “precoce” o “tardivo”; il tipo precoce è caratterizzato da un sapore particolarmente dolce mentre il tardivo ha un retrogusto amarognolo.

La varietà precoce viene raccolta nei mesi autunnali di ottobre e novembre mentre, la varietà tardiva viene raccolta da dicembre a febbraio.

Al gruppo del radicchio rosso appartengono i rinomati Rosso di Verona, il Rosso di Treviso ed il Rosso di Chioggia.

Le origini di questo ortaggio non sono del tutto certe. In Italia si hanno notizie sicure sul radicchio nel secolo XVI quando iniziò ad essere coltivato nella zona di Treviso.

Il nome deriva dalla parola latina “radix” che significa radice.

Per molti secoli il radicchio ha rappresentato una sorta di cibo dei poveri ed era già conosciuto dai greci e dai romani che gli attribuivano proprietà curative nei confronti dell’insonnia. Plinio il Vecchio nel suo libro “Naturalis Historia” lo cita definendolo un alimento amico del fegato che aiuta a depurare il sangue ed è un valido aiuto per l’insonnia.

Il radicchio rosso viene importato in Italia nel XVI secolo, epoca in cui comincia ed essere coltivato su larga scala a cominciare dal Veneto. È nelle campagne venete che i contadini lo cuocevano per far fronte ai loro bisogni alimentari ed è proprio in quelle zone che vennero inventati i primi piatti a base di questo prezioso ortaggio e che oggi vengono riscoperti.

E ancora nel vostro cesto delle verdure per questo mese potremmo mettere: patate, barbabietole, carote, piselli, lattuga, zucchine, melanzane, fagiolini, ravanelli, peperoni, bietole, porri, cavolo, cavolfiore, finocchi e insalate.

 

 La frutta.

Per quanto concerne la frutta, ecco cosa possiamo proporre sulle nostre tavole durante il mese di ottobre .

Melograno. L’origine della pianta del melograno non è certa, quella più accreditata la vede provenire dall’Asia sud occidentale. Ad oggi il melograno cresce ed è coltivato nelle zone mediterranee dell’Europa e dell’Asia, ma anche del Nord America. I suoi fiori e i suoi semi sono di color rosso, il suo frutto, chiamato melagrana, ha la forma di una mela che, come dice il nome stesso, contiene al suo interno moltissimi semi.

Il periodo di raccolta del melograno è l’autunno.

Il nome deriva dal latino “malum” che significa mela e da “granatum” che significa “con semi”; in inglese antico era conosciuto col nome “apple of Grenada” (mela di Granada). Non a caso la città di Granada, in Spagna, ha nel suo stemma un melograno.

Il frutto è ricco di vitamina C, un melograno è in grado di fornire il 40% del fabbisogno giornaliero di questa vitamina.

Da sempre il melograno è stato il simbolo delle fertilità. In epoca romana le spose dell’attuale capitale erano solite intrecciare i propri capelli con rametti di melograno proprio come simbolo di buon auspicio per quanto riguardava la prole.

In India si pensa che questo frutto abbia la proprietà di combattere la sterilità.

Proprietà e benefici

  • è ricco di sostanze ad alta attività antitumorale ed altre sostanze con proprietà antiossidanti che nel loro insieme collaborano in modo attivo nella cura di vari tumori come quello della prostata, della pelle, del seno e dei polmoni.
  • il melograno ha inoltre proprietà vermifughe, molto utili contro il famoso verme solitario , la Tenia solium, un parassita molto fastidioso dell’uomo.
  • grazie alla presenza di tannino il succo del melograno ha anche proprietà astringenti ed è quindi utile in caso di diarrea.
  • secondo recenti studi l’assunzione protratta nel tempo del suo succo di melograno sarebbe in grado di abbassare i livelli di colesterolo nel sangue, e di proteggere il cuore dalla formazione di placche aterosclerotiche.
  • vi sono alcuni studi preliminari che suggeriscono che bere tutti i giorno un po’ di succo di melagrana sia utile per abbassare la pressione sanguigna.
  • una delle migliori proprietà del melograno è racchiusa nel suo succo che con le sue virtù antibatteriche e antivirali riduce gli effetti della placca dentale e protegge bocca e denti.
  • un articolo apparso sul Journal of Urology sostiene che il suo succo è molto utile nel trattamento della disfunzione erettile.

Anche nei confronti del morbo di Alzheimer il succo di melagrana ha dimostrato di avere proprietà benefiche. L’assunzione giornaliera è in grado di erigere una barriera protettiva e di attaccare le proteine nocive.

L’artrite stessa trova benefici nell’assunzione di succo di melograno, infatti, grazie ai flavonoli presenti nel frutto, viene inibito il processo degenerativo della cartilagine.

Il contenuto di polifenoli e le proprietà antiossidanti della melagrana sono tre volte superiori a quelle del tè verde.

I cachi Il cachi (o caco) è un frutto buono e dolce per la sua alta percentuale di zuccheri: non è un caso infatti che Diospyros kaki  in greco significa “cibo degli dei”. Il cachi è una delle più antiche piante da frutta coltivate dall’uomo originaria della Cina e del Giappone. Detto anche “mela d’Oriente” o kaki, è arrivato in Italia intorno al 1870:    il primo albero di cachi piantato in Italia di cui si ha notizia è del 1870 e venne messo a dimora nel Giardino di Boboli a Firenze. Nel 1879 diversi cachi vennero piantati nell’Orto Botanico di Villa Giulia a Palermo e tuttora si trovano lì. Essendo facili da innestare vennero utilizzati in molti giardini e parchi in giro per l’Italia, soprattutto con funzioni decorativi. Per una vera e propria coltura specializzata bisogna attendere il 1940.

  • Dalla polpa zuccherina, morbida e cremosa questo tipico frutto autunnale è un ottimo dessert, ed infatti proprio per il suo elevato contenuto di zuccheri è considerato molto calorico: circa 70 kcal/100 gr.
  • Essendo molto zuccherini sono sconsigliati a chi soffre di diabete o di qualche malattia legata all’obesità. Si tenga presente, inoltre, che possono avere effettivi lassativi e diuretici pertanto è bene non esagerare nel consumo.
  • I cachi sono ricchi di vitamine (soprattutto A, B1, B2 e C), hanno scarse proteine e pochissimi grassi.
  • Tra i sali minerali primeggia il calcio.
  • Sono ottimi ricostituenti per i bambini e sono molto consigliati per gli sportivi.
  • Due sono i tipi principali di cachi: quello comune e il cachi vaniglia (o cachi mela).

Il consiglio è di mangiare un cachi al giorno, meglio se a merenda o come spuntino di mezza mattina.

Per tutto il mese di Ottobre possiamo trovare: pere, mele, uva, prugne e fichi.

Clotilde

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